Premio Bruno Zevi
Stefano Mais è il vincitore della XIX edizione

Il diciannovesimo Premio Bruno Zevi è stato assegnato all’unanimità al saggio Il teatro totale di Maurizio Sacripanti, del prof. Stefano Mais, ricercatore della Scuola di Architettura di Cagliari.

Uno straordinario riconoscimento di grande prestigio per l’autore e per la Scuola. Di seguito le motivazione con cui la giuria ha assegnato il premio.

Il saggio “Il teatro totale di Maurizio Sacripanti: paradigma dell’automazione dello spazio architettonico”, è sviluppato con competenza e ricchezza di riferimenti, costituisce un ottimo contributo per la conoscenza di un progetto significativo per la cultura architettonica degli anni Sessanta e in particolare per l’ambiente romano e accademico di quegli anni, tanto che l’architettura progettata, ma non premiata per la realizzazione può essere considerata un’occasione perduta.
Il testo si fonda su un’ampia conoscenza di base con riferimenti al panorama della ricerca architettonica, artistica e letteraria dell’epoca. Del saggio la Commissione ha apprezzato il punto di vista adottato, giudicato piuttosto originale e polimorfico anche grazie all’ uso molto appropriato di documentazione poco esplorata (come gli Archivi dell’Accademia di S. Luca e del Maxxi e le interviste ad esperti del settore). Il saggio ben modulato tra storia e critica tratta il tema dello spazio declinato in termini profondamente organici e vuole scardinare la visione statica dell’architettura legata alla sola funzione e all’univocità della forma. Il punto di vista privilegiato va anche oltre i canoni zeviani: non solo la qualità dello spazio, ma il tentativo, innovativo, di dare mobilità ad alcuni luoghi canonici del teatro, tramite procedimenti computerizzati, allora sperimentali. Gli spazi “rigidi” (sala e scena, ma anche quelli di raccordo come il foyer) possono diventare trasparenti, mobili, mutevoli. Emergono inoltre aspetti della figura dell’architetto Maurizio Sacripanti poco esplorati e che vanno oltre quelli puramente formali.