U+D Prize 2026
doppio riconoscimento internazionale per Andrea Scalas e Andrea Cadelano

REFERENTI

  • Giorgio Peghin (referente ricerca A. Scalas)
  • Giovanni Battista Cocco (referente ricerca A. Cadelano)

Un importante traguardo per la ricerca architettonica e urbana del territorio sardo.
In occasione della 7th ISUFitaly International Conference (19-21 febbraio 2026), ha avuto luogo la II Edizione dell’U+D PRIZE, riconoscimento atto a valorizzare le migliori tesi di Dottorato sui temi della Morfologia Urbana e del Progetto (SSD CEAR-09/A).
Durante la Seduta Plenaria, tenutasi presso l’Università di Napoli “Federico II”, la Commissione, composta dai Proff. Strappa, Ieva, Capozzi, Franciosini e Piscopo, ha conferito il 1° premio alla tesi di Andrea Scalas e una menzione speciale alla tesi di Andrea Cadelano.
Le ricerche sono state premiate per il rigore metodologico e per la capacità di declinare la lettura morfologica in strumenti interpretativi per il progetto contemporaneo.
In particolare, la tesi “Architetture arcaiche. Invarianti tipo-morfologiche e principi dello spazio nuragico” dell’Arch. Andrea Scalas (Prof. Peghin – UNICA, Prof. Soares – UÉvora) indaga la condizione distintiva delle archeologie nuragiche desumendo valori arcaici per il progetto attraverso due esiti: l’apparato tipo-morfologico dell’Atlante Nuragico e il progetto di sperimentazione plastica Nuragic Cubes; la tesi “Costa produttiva. Rotte progettuali per i territori della pesca e le borgate marine della Sardegna” dell’Arch. Andrea Cadelano (Prof. Cocco – UniCa, in cotulela con Prof. Papillault – UT2J) esplora la ‘costa produttiva’ sarda legata all’attività ittica, proponendo nuove linee guida e sperimentazioni progettuali per lo sviluppo sostenibile e la trasformazione consapevole di questi delicati avamposti costieri.
ll conseguimento di questi due premi dentro l’U+D PRIZE 2026 – dedicato al tema “CITY RENEWAL AND URBAN ARCHAEOLOGY: The morphological values of city traces” – testimonia l’eccellenza e l’originalità delle tesi condotte dai due dottori di ricerca, capaci di proiettare le specificità storiche, produttive e paesaggistiche della Sardegna all’interno del dibattito internazionale.