Storia dell’acqua e dei viali alberati per il progetto dello spazio pubblico

COSA FACCIAMO

La storia dell’acqua, dei viali alberati e dello spazio pubblico per i progetti nelle città e nei paesaggi riveste un ruolo cruciale per la qualità dei luoghi di vita quotidiana. Nel lungo processo di costruzione della città europea, l’acqua, i viali alberati, quindi lo spazio pubblico a essi connesso, si configurano come dispositivi strutturali e simbolici che riflettono una concezione stratificata del paesaggio urbano. La presenza dell’acqua, canalizzata e distribuita nel tempo tramite raffinate infrastrutture, non ha assolto solamente funzioni di consumo o finalità igienico-sanitari, ma ha generato dispositivi urbani capaci di incidere in modo duraturo sulla morfologia e sull’immaginario collettivo dei luoghi. L’articolazione delle reti idriche ha contribuito alla costruzione di paesaggi complessi, nei quali la dimensione estetica e quella funzionale risultano profondamente intrecciate, configurando un patrimonio culturale materiale e immateriale profondamente caratterizzante tutti gli spazi urbani e i paesaggi. Allo stesso modo, l’introduzione sistematica dei viali alberati nelle città ha costituito una risposta sia estetico-formale sia ambientale alle esigenze urbane, espressione di un’idea di città fondata sulla relazione tra costruito e natura. Queste architetture vegetali, concepite come articolazioni del sistema viario o come ornamento di spazi collettivi quali piazze e parterre, si configurano come elementi fondamentali nella definizione della qualità dello spazio urbano. Essi svolgono inoltre un ruolo determinante nel regolare i microclimi, nell’assorbire agenti inquinanti e nel favorire pratiche di mobilità sostenibile, motivo per il quale risultano elementi di imprescindibile valore della definizione attuale dello spazio cittadino in linea con le aspettative di uso sostenibile dei luoghi. Lo spazio pubblico, reso elegante nel tempo da fontane, alberature e altre dotazioni d’arredo urbano, ha costituito un elemento fondamentale per la caratura della città storica, quindi per l’identità delle singole città. La riconfigurazione attuale dello spazio urbano non può prescindere da una consapevolezza storica che riconosca il valore delle permanenze, delle stratificazioni e delle infrastrutture ambientali preesistenti o scomparse. Rileggere criticamente queste componenti significa elaborare progetti urbani capaci di attivare nuovi equilibri tra memoria, ecologia e uso collettivo, in una prospettiva di rigenerazione integrata e durevole del paesaggio urbano.

CHI SIAMO

Marco Cadinu (coordinamento scientifico)

Stefano Mais, Marcello Schirru

Partner esterni: Associazione Storia della Città, Illador Film, Sky Survey System, Studio Vetroblu, Regione Sardegna, Sardegna Film Commission, Ministero della Cultura, Abbanoa, Criteria srl, Teravista di Gianni Alvito, Fondazione Dessì, Ceramica Mediterranea, Premiere Film, Monumenti Aperti, Imago Mundi, Comune di Cagliari, Musei Civici Cagliari, Consorzio Camù

Attività